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martedì 13 ottobre 2009

il mio sole

IL MIO SOLE

cosa c'è nei tuoi occhi,
che mi riscalda il cuore e mi riempie di poesia?
quando ti respiro, nasce in me la speranza di un amore.
ma appena varchi quella soglia,
sento che mi manca il fiato!

mi guardi. ti ascolto.

giochi con il mio sorriso,
richiamandolo a te ogni volta che vuoi.

poi te ne vai.
ogni volta porti via con te parte del mio cuore.
e la notte scorre lenta,
sotto un cielo senza sole.
le stelle lo illuminano,
ma mi manca il tuo calore.

non mi restano che i ricordi.
e allora sogno.
sogno che tu mi cammini davanti
ed io ti seguo.
poggio i piedi dove sono passati i tuoi,
lasciando un solco sull'erba.
ed essa si è piegata,
sotto il peso dei tuoi passi.
ed io sogno di poggiare i miei piedi sui tuoi
e di volare senza peso.


tu ti volti, mi guardi,
osservi i miei passi incerti.
mi porgi la mano e io l'afferro.
la tua mano...
se mai vacillassi, lei mi sosterrebbe.
e quando cadrò, tu mi solleverai,
mi toglierai l'erba dai capelli

e asciugherai le lacrime sul mio volto.
allora rideremo assieme
e proseguiremo il cammino.

il sole ci guiderà.
marceremo puntando al tramonto,
inseguendo gli ultimi raggi di luce.
e quando starà ormai sparendo,
ci siederemo e aspetteremo.
aspetteremo e ammireremo il cielo,

ormai rosso e caldo,
che da un ultimo addio alla sua amata stella.

un ultimo minuto insieme.
dopo non si vedranno più,
se non dopo una notte lontani.
una notte dura un'eternità,
per un sole ed un cielo che non possono vedersi,
ne toccarsi.


allora godono degli ultimi momenti
in cui possono tuffarsi l'uno nell'altro
e creare nuovi colori.
e riempiono l'aria del loro amore,
un'esplosione di abbracci,
caldi e travolgenti.

poi il sole muore,
per risorgere soltanto all'alba.
il cielo piange l'assenza del suo sole.
ed ogni lacrima è frutto di amore e dolore.
e si bagna delle sue stesse lacrime.
e dentro ognuna brilla il ricordo del suo amato.



Peach


martedì 15 settembre 2009

lucenti ombre

buongiorno!!!
wow, sono le 8,22 a.m. e sono già seduta alla mia scrivania, davanti al pc! da quando sono diventata così? che appena mi sveglio, il mio primo impulso è quello di accendere il computer??? mmm... bò?
no, vabè. è che non mi andava di mettermi subito a studiare alle 8! anche perchè il mio cervello non recepisce ancora bene, quindi so che leggerei e rileggerei la stessa frase 20 volte, prima di capire di che si tratta! meglio far passare un pò di tempo... :)


oggi mi sono svegliata alle 7,00. come ai vecchi tempi, ossia a giugno, quando preparavo gli esami di fine semestre... anche se, a dirla tutta, qualche volta sgarravo e mi alzavo alle 7,30\8,00...
e poi, c'è da dire che quella volta (come, d'altronde, anche per l'esame di febbraio) ho preso l'abitudine di alzarmi presto solo una settimana prima dell'esame! giusto perchè mi sono resa conto che avevo poco tempo e tanto da studiare!
allora (ieri sera, con la testa sul cuscino) mi sono detta: "ma perchè non prenderla tre settimane prima dell'esame questa buonissima abitudine???" così, almeno sta volta, non mi ritroverò con l'esaurimento "da ultimi giorni", stanca, stressata, con nemmeno il tempo di dedicarmi un pò a me stessa, alla mia famiglia, al mio ragazzo, ai miei amici...
perciò, conclusione?? niente. semplicemente che da oggi, che è il 16 settembre, al giorno prima dell'esame, ossia il 5 ottobre, seguirò questo ritmo.

c'è in previsione (non ricordo se l'ho detto o meno... cmq!) di trasferirmi direttamente nella città dove c'è la facoltà, ovvero a Ragusa Ibla! e ,sinceramente... non sto più nella pelle! perchè è una città favolosa e l'idea di avere casa lì ,vicino all'università, mi piace e so che sarà una gran bella cosa... piena di risvolti positivi! :)
non so quando sarà, forse a inizio ottobre, o forse a partire da metà... presto vi farò sapere! spero solo che ci sia l'adsl (in alcuni annunci che ho letto c'è!), sia per tenere aggiornato il blog, sia per msn! le distanze, si sa, sono difficili... :(

detto questo, farei ciò per cui avevo deciso di scrivere questo post: vi lascio con una poesia di Shakespeare, tratta sempre dal mio fedelissimo libro di "Sonetti d'Amore". anche se, forse, è una poesia che parla della notte (come l'altra, che ho postato quì) e rischia di farmi venir voglia di rimettermi a letto!... ma, mi piace molto! che ci posso fare? è già da un pò che la volevo postare...
il sonetto è il numero 43:

Più socchiudo gli occhi meglio essi vedono,
poichè tutto il giorno osservano cose indegne;
ma quando dormo, nei sogni essi vedono te,
e, oscuramente luminosi, sono luminosamente diretti nel buio.

E tu, la cui ombra rende lucenti le ombre,
quale felice spettacolo fomerebbe la forma della tua ombra
al chiaro giorno con la tua luce molto più chiara,
se a occhi ciechi la tua ombra splende così tanto!

Come sarebbero beati gli occhi miei, io dico,
guardandoti nel vivo giorno,
se nella morta notte la tua bella vaga ombra
nel sonno profondo appare a occhi spenti!

Tutti i giorni sono notti finchè non ti vedo,
e le notti sono giorni splendenti quando i sogni ti mostrano a me.

William Shakespeare

p.s: da notare i frequenti ossimori, che mi fanno amare questo sonetto (!): "oscuramente/luminosi"... "ombra/splende"... "lucenti/ombre", e così via... usati dal Poeta per mettere in risalto il fatto che la distinzione tra luce e oscurità non sia data tanto dalla presenza\mancanza di luce solare, ma bensì dalla presenza\mancanza delle sua amata!
perchè mi piace tanto questo sonetto?? perchè rappresenta una realtà inconfutabile: solo l'Amore (inteso in senso universale) può dar luce ad una vita! :)
Buona giornata!
Peach

martedì 16 giugno 2009

stremata dalla fatica, mi affretto al mio letto...

buondì :D
resuscitata dal mondo dei morti, rieccomi tra voi...
mamma mia, che periodo!!! non se ne può proprio più!
e pensare che quando mi dicevano, un paio d'anni fa, quando mi ero appena diplomata, "goditela quest'estate, ché sarà l'ultima libera dai pensieri..." io rispondevo "seeee!! ma quando maiii!!"
e invece... è proprio vero!!! :'(
quanto vorrei non avere le preoccupazioni e i pensieri che ho adesso! il pensiero degli esami, la paura di non passarli... e poi?? se non raggiungo un tot di crediti entro settembre, non passo al secondo anno...!!!
il bello è che quest'anno, oltre all'umiliazione e tutto il resto, un simile fallimento comporterebbe pure qualcos'altro: cioè che dovrei sloggiare dalla mia università e trasferirmi a catania!! eh sì... perchè, giorni fa è arrivata a noi studenti la bellissima notizia che la nostra facoltà NON SOLO non accetterà più nuovi iscritti a partire dal prossimo anno accademico... ma che chi è iscritto al primo anno (come la sottoscritta) e non riesce a passare al secondo, deve sloggiare!!! @_@ bella roba...
e non è neanche sicurissimo che potremo continuare a studiare qui, a Ragusa Ibla, l'anno prossimo. perchè i provvedimenti presi cambiano di continuo e potremo trovarci tutti "sfollati" e costretti a cambiare città. così, di punto in bianco! mhà...

fatto sta che, per il momento, l'unica cosa che posso fare è studiare e sperare che questi due esami passino! dal canto mio, mi sto impegnando quasi al massimo (heheh...), difatti non ho più scritto nulla nè tanto meno commentato i blog che disolito seguivo regolarmente... tranne rare eccezioni... sono perdonata, vero??? :) credo che molti di voi mi possano capire appieno...
comunque, colgo l'occasione per postare una delle poesie che prediligo dell'autore più romantico di tutti i tempi: tattaratànnn... signore e signori, sua maestà William Shakespeare!!!
il sonetto in questione è il "Number 27" (non sono titolati..), ma che prende il nome dal suo primo verso:

"STREMATO DALLA FATICA, MI AFFRETTO AL MIO LETTO"

stremato dalla fatica, mi affretto al mio letto,
caro riposo per le membra stanche del cammino;
ma allora inizia nella mia testa un altro viaggio,
a stancar la mia mente quando il lavoro del corpo è ormai finito.

allora i miei pensieri, da lontano dove dimoro,
volgono in pio pellegrinaggio a te,
e tengono spalancate le mie palpebre pesanti,
scrutando quelle tenebre che il cieco vede.

ma la vista immaginaria della mia anima
presenta la tua ombra al mio sguardo spento,
che, simile a un gioiello pendente nella notte oscura,
rende bella la buia notte e nuova la sua vecchia faccia.

ecco, così di giorno le mie membra e di notte la mia mente
per colpa tua e mia non trovano mai quiete.

W. Shakespeare



che meraviglia...
non so a voi, ma a me è capitato e capita spessissimo di giungere a fine giornata veramente stanca, assonnata e con una gran voglia di chiudere gli occhi su questa realtà e riaprirli in quella dei sogni. ma... avviene qualcosa di imprevedibile e improrogabile: non riesco a dormire! perchè?? ricordi, che richiamano sensazioni, che causano spasimi, che mi impediscono di dormire...
bhè, alla fin fine, devo ammettere che non è che sia una cosa poi così negativa. no??? è stupendo avere nella mente un mondo nascosto, che si risveglia e si anima soltanto quando sono sola e al buio, nel mio letto, con i miei pensieri e i miei ricordi...
fin quando la mia memoria riesce a spingersi indietro, ricordo di aver sempre avuto questa "patologia" del sognare ad occhi aperti, prima di chiuderli e sognare col subconscio... e devo dire che lo preferisco di gran lunga!! :D perchè, quando sogno ad occhi chiusi, non posso decidere cosa succederà, quando finirà il sogno, che poi molte volte rimane incompiuto (grrrr! che rabbia quando succede!!). insomma, un pò come nella realtà, in cui non si ha libero arbitrio e devi "subire" ciò che ti succede.
invece, quando sogno ad occhi aperti, posso decidere io come e quando le cose debbano succedere... nessuno spavento, nessuno shock, nessun bacio mancato, nessuna delusione... un sogno! :D ma di quelli belli...
ok. basta col delirio fantasticheggiante! vi avrò già annoiato abbastanza ;)
ora vi lascio, per tornare ai miei libri... speando che questi ultimi 9 giorni passino presto e che possa poi essere libera!!
p.s: propongo sostegno morale per chi ne avrà ancora per molto con lo studio, vedi l'angioletto mio... ti sono vicina ;)
alla prossima.

venerdì 22 maggio 2009

Ode al Suo Aroma


quella che vi propongo sta sera è un'ode di Pablo Neruda, uno dei miei poeti preferiti...
"Ode al Suo Aroma" fa parte delle Odi Elementari, tra le quali ci sono odi dedicate ai più disparati soggetti: ode al carciofo, ode al fiore azzurro... Neruda scriveva odi un pò su tutto: al limone, al cane, al gatto, alla migrazione degli uccelli... insomma, non si faceva mancare proprio nulla!
ma quella che in assoluto preferisco (tra le odi e tra le sue poesie in generale) è proprio questa. sin dalla prima volta che l'ho letta, mi ha trasmesso delle sensazioni piacevolissime e da allora più non ho smesso di leggerla e rileggerla...
certo, naturalmente, in principio non avevo un "soggetto" al quale poter fare riferimento, non essendo innamorata... perciò, mi dicevo "wow, spero proprio che un giorno anch'io proverò queste sensazioni, quando incontrerò il mio lui"...
e così è stato!!! :D
qualche mese fà, ho ri-uscito fuori il libro di poesie di Neruda e ho riletto questa poesia... "cavoli!" ,mi sono detta "ma è perfetta!! sembra che l'abbia scritta io!" ed ho iniziato a leggerla con occhi diversi, iniziando a capirla sul serio...
naturalmente, io ho cambiato i soggetti femminili al maschile e ho omesso una parte che non si... addiceva...
per il resto, eccovela:

ODE AL SUO AROMA

mio soave, di cosa odori?
di che frutto? di che stella? di che foglia?
presso il tuo piccolo orecchio
o sulla tua fronte mi chino,
ficco il naso tra i capelli e il sorriso,
cerco di riconoscere la stirpe del tuo aroma:
è soave, ma non è fiore,
non è coltellata di penetrante garofano
o impetuoso aroma di violenti gelsomini,
è qualcosa, è terra, è aria,
mele o legnami.
odore di luce sulla pelle,
aroma della foglia dell'albero della vita.
[...]
dal tuo cuore sale il tuo aroma
come dalla terra la luce
fino alla cima del ciliegio:
sulla tua pelle io fermo il tuo palpito
e odoro l'onda di luce che ascende,
la frutta sommersa nella sua fragranza,
la notte che respiri,
il sangue che eslpora la tua bellezza
fino a giungere al bacio che mi attende nella tua bocca.

p.s: e comunque... il tuo profumo è mille volte meglio di quello che la poesia può far credere!!! ;)

mercoledì 18 febbraio 2009

sprazzi d'arte...


Salve a tutti! Come promesso, ho intenzione di inserire in questo mio blog degli "sprazzi d'arte" -chiamiamoli così- che provengano dal mio genio o da quello d'altri...
Quella che riporto qui di seguito è parte di una poesia di Walt Whitman, intitolata "Fuori della Culla che Dondola Senza Fine". L'ho scelta fra tante perchè è quella che mi ha maggiormente colpito, emozionato, e anche commosso!
Il poema parla del disperato canto d'amore che un gabbiano intona in onore della sua amata, avendola poi ingiustamente persa...
Quello che riporterò è dunque un "poema nel poema", intervallato da versi che riportano le parole dell'autore stesso... buona lettura!

"Splendi! splendi! splendi!
Versa giù il tuo calore, gran sole!
mentre noi ci scaldiamo, noi due insieme.

Due insieme!
Soffino i venti a sud, soffino i venti a nord,
venga bianco il giorno, venga cupa la notte,
qui, o fiumi e montagne lontane di qui,
cantando sempre, senza badare al tempo,
mentre noi due stiamo insieme.

Finchè all'improvviso
forse uccisa, all'insaputa del suo compagno,
un mattino la femmina... non ricomparve più.
[...]
Soffia! soffia! soffia!
Soffia vento di mare sulla rive di Paumanok;
io continuo ad aspettare sinchè sul tuo soffio riporterai
la mia compagna da me.
[...]
Calma! calma! calma!
Vicina l'onda calma l'onda che viene,
e un'altra ancora abbracciandola, lambendola, tutte vicine,
ma il mio amore non calma me, non mi calma.

Bassa pende la luna, è sorta tardi,
è lenta -io credo che sia greve d'amore, d'amore.

Oh come un folle il mare si getta sulla terra,
con amore, con amore.
[...]
A voce alta! alta! alta!
A voce alta ti chiamo, mio amore!
Alta e chiara lancio la mia voce sulle onde,
di certo devi sapere chi è qui, chi è qui,
devi sapere chi sono io, mio amore.

Luna che pendi in basso!
che cosa è quella fosca macchia sul tuo giallo bruno?
Oh è la forma, la forma della mia amata!
Oh luna non tenerla lontana da me di più.
[...]
Oh stelle che sorgete!
Forse quella che io voglio tanto veder sorgere,
sorgerà con qualcuna di voi.
[...]
Qui, amore!
Eccomi, sono qui!
Con questa nota appena sostenuta mi annuncio a te!
[...]
Oh passato, vita felice, canti di gioia!
Nell'aria, nei boschi, nei campi,
amata! amata! amata! amata! amata!
Ma la mia sposa non è più con me!
Non saremo insieme mai più.

...
l'amore a lungo chiuso nel cuore, ora libero, ora alla fine
tumultuosamente scoppiando...

Walt Whitman